Quella di Piera è una storia di vero amore per i cani da caccia, un amore che offre senza chiedere nulla in cambio. La felicità dei suoi bambini con le loro nuove famiglie è il suo motore inarrestabile. La gioia più grande consiste nel trovare loro una famiglia e una casa in cui abitare, dopo aver vissuto ingiustamente esperienze difficili.

Quando è nato il suo amore per i cani

Tutto comincia quando Piera, ancora bambina, salva un piccolo di una cucciolata di bracchi, trovati nel fienile del maneggio in cui va a cavallo. Da quel momento non ha mai smesso di salvare cani in difficoltà: ne ha salvati tanti e continua a farlo ogni giorno, con lo stesso entusiasmo di allora.

I cani da caccia di Piera

Per ragioni di lavoro, per tre lunghi anni Piera non può tenere cani, e questa mancanza diventa davvero incolmabile.

Così nel 2007 adotta Molly, un incrocio tra Pointer e Labrador; nel 2009 e nel 2010 arrivano a farle compagnia due gatti, Scheggia e Tigro. Questo, però, a Piera non basta.
Nel 2016 adotta Achille, Pointer disabile di 60 giorni. Dopo cinque operazioni, inizia a portarlo a passeggio nei campi con il passeggino, finché pian piano il piccolo si rimette in sesto, tanto che oggi può correre insieme agli altri cani.

Nel 2017 Piera adotta Jack, un Bracco Tedesco trovato legato a un palo in autostrada. Le dicono che ha la Leshmania, e che non lo vorrà mai nessuno. Lei lo adotta senza alcuna esitazione, e gli promette che si prenderà cura di lui e che lo farà per sempre. Dopo i primi sei mesi difficili, in cui Jack cerca in continuazione la figura della padrona per paura di essere abbandonato di nuovo, la sua irrequietezza si placa e diventa un cane ubbidiente. La difficoltà nel gestirlo viene superata dalla felicità nel vederlo correre: qualcosa di impagabile e senza pari.

Nel 2019 Piera legge l’annuncio di Artù, chiuso in un canile lager. Impiega tre lunghi mesi per riuscire a portarlo a casa; quando finalmente ci riesce, deve approcciare un cane fobico, che migliorerà con le amorevoli cure della padrona, per diventare il cane che è oggi.

Nel 2021 arriva infine Tobia, un cucciolo che non ha mai incontrato la famiglia di adozione adatta a lui, ma che ora ha la fortuna di far parte della famiglia di Piera e dei suoi amati cani.

Non c’è amore senza impegno

Quando le persone incontrano Piera e i suoi cani, la guardano facendole i complimenti per l’eleganza e il comportamento. Questo, però, accade oggi; ieri, invece, le dicevano che erano quelli erano cani da caccia irrecuperabili, troppo impegnativi da gestire. Il messaggio che Piera lancia ogni giorno con il suo esempio è che non esistono stanchezza o sconforto per un padrone che può vedere i propri cani gioiosi e in salute. Un impegno è un impegno, è vero, ma con dedizione, pazienza e tanto amore i risultati arrivano.

CENTINAIA DI CANI DA CACCIA SALVATI FINORA

Grazie alla sua determinazione, Piera ha salvato centinaia di cani dall’ottobre del 2020, quando ha iniziato a portare in rifugio i cani che voleva salvare ma che non poteva più tenere a casa con sè.
È in contatto costante con tutte le loro famiglie, attraverso le chat e il gruppo di Whatsapp I Bracchi di Piera e poi, nel quale può guardare le foto e i progressi dei suoi bambini felici, che le danno la forza di continuare a salvarne degli altri per trovare loro una nuova famiglia, per sempre.

Micaela di @Mydoggymedia